a cura di Alberto Abruzzese e Vincenzo Susca, Franco Angeli, 2006..
Voler oggi descrivere lo stato delle democrazie occidentali è impresa ardua e rischiosa. Lo è ancor di più se tra le ambizioni teoriche si desidera esplorare il vasto - e sempre più articolato – rapporto con la crescente complessità tecnologica. Un contesto in cui crisi democratica e invasività tecnologica diventano gli estremi di un continuum dentro il quale si scatena il dibattito, coinvolgendo diverse discipline e fornendo una fitta trama di fattori di difficile intrepretazione. Concetti come potere, opinione pubblica, cittadinanza, partecipazione e la stessa democrazia cominciano ad esaurire il loro significato storico e – per dirla con Formenti – a non produrre senso politico. Un orizzonte fatto di nuovi significati sul quale va ridefinito il ruolo stesso dell’intellettuale, oggi più che mai figura chiave capace di oggettivare quelle forme elementari del vivere associato fondamentali per una rinascita democratica dell’occidente. Un guado nel quale giocano un ruolo fondamentale le nuove forme di socialità che emergono attraverso la sperimentazione di piattaforme comunicative volte a riorganizzare l’intero assetto della politica, del diritto, del quotidiano
Vincenzo Susca
Una ripresa del dibattito pubblico che ha una eco globale, dove nuove identità politiche propongono nuove regole e dove le vecchie riconfigurano le proprie.
E’ da queste basi che “Immaginari postdemocratici. Nuovi Media, cybercultura e forme di potere” (a cura di Alberto Abruzzese e Vincenzo Susca, Franco Angeli, 2006) articola i suoi inteventi, fornendo un mosaico ricco di prospettive ed orientamenti, uniti da un sottile intento comune: quello di dare una direzione di ricerca volta a comprendere ciò che Colin Crouch definì “postdemocrazia”.
Il libro è frutto di un convegno dal titolo “Democrazia, new media, postmodernità: scenari possiibli” tenutosi a Roma il 18 Novembre del 2003 organizzato dall’ISIMM in collaborazione con la cattedra di Sociologia delle Comunicazioni di massa della Facoltà di Scienze delle Comunicazioni (Università degli studi di Roma “La Sapienza”) durante il quale molti interrogativi furono sollevati e che, attraverso la pubblicazione articolata degli interventi, si propongono direzioni volte a suggerire prospettive di ricerca. Il libro è diviso in cinque differenti sezioni: Scenari, Note, ComunicAzioni, Dall’America e Nodi Critici.
La sezione Scenari raccoglie i contributi di Michel Maffesolì (Dall’astrazione all’emozione), Giacomo Marramao (I nuovi volti del potere), Carlo Formenti (La cyberdemocrazia tra utopia e realtà), Roberto Grandi (Postmodernità e diritti di cittadinanza), Paolo Mancini (Semplificazione e controllo della campagna permanente) e Stefano Cristante (Esiste l’opinione pubblica mondiale?). La sezione Note si avvale dei contributi di Mario Morcellini (Parabole della comunicazione e comunicazione delle parabole) e Antonio Pilati (Verso nuovi equilibri democratici). La sezione ComunicAzioni è affidata a Vincenzo Susca(La politica nell’epoca della riproducibilità digitale. Verso la comunicrazia), Federico Casalegno (Atlas di comunicazione aurale: mappa dei flussi di comunicazione), Edoardo Fleischner (Media/polis. I media si fanno polis) e Rosanna De Rosa (La blogosfera come strumento di riappropriazione della politica?). Nella sezione Dall’America sono presenti i saggi di Derrick de Kerckhove (La democrazia in America nell’era dei blog) e Joschua Meyrowitz (Media mainstream e media alternativi: narrative americane in contrasto). I Nodi Critici vengono discussi da Ugo Volli (Scenari mediatici: democrazie o barbarie), Sebastano Bagnara (La perdita del passato), Pierre Musso L’utopia tecnologica della Rete a soccorso della democrazia) e Stefano Rodotà (Dieci tesi sulla democrazia continua). Le conclusioni sono di Alberto Abruzzese. Come osserva Enrico Manca nell’introduzione, il libro non ha pretese manualistiche “né di fornire una definizione univoca dell’orizzonte postdemocratico” esso vuole solo strutturare una serie di piste e prospettive di ricerca avvalendosi di preziosi interventi. Inevitabilmente però “Immaginari Postdemocratici” si pone come una antologia di saggi con innumerevoli implicazioni teoriche e risvolti epistemologici di forte caratura. Un testo nel quale condensano diversi atteggiamenti e opinioni – delle volte anche in contrapposizione – ma che evidenziano il bisogno intellettuale e scientifico di comprendere, descrivere e “provare” ad interpretare il disincanto politico tracciando una direzione, a partire dall’immaginario.
I
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